Tutto scorre, tutto si trasforma …. “Panta rei” è l’aforisma che mi è sempre rimasto impresso dai tempi del liceo quando studiavo filosofia.

Ed è quello che mi torna in mente ora che stiamo affrontando l’ennesimo cambiamento repentino, non prevedibile e non per forza positivo.

Dobbiamo avere la convinzione che nonostante tutto (pandemia compresa), è possibile governare il proprio futuro “quisque faber fortunae suae”, imparando ad essere resilienti e allo stesso tempo determinati, vivere con la certezza che il mondo ha tanto di buono da dare e dobbiamo solo imparare a guardarlo in modo diverso, più positivo.

Al giorno dʼoggi non abbiamo bisogno solo di leader migliori, abbiamo bisogno di un nuovo tipo di leader e sono convinta che una buona dose di intelligenza emotiva possa aiutare alla gestione dello sviluppo personale e del cambiamento.

Sono finiti i tempi dei leader autoritari di tipo gerarchico che basavano il loro ruolo sul comando e controllo, ciò di cui abbiamo bisogno oggi sono leader illuminati capaci di comprendere la natura umana, le relazioni personale.

La nuova leadership quindi è autorevole, democratica, partecipativa (tutte caratteristiche che possono dunque valorizzare anche il lato femminile. Questo non significa che anche un uomo non possa possederle, anzi, ma che bisogna far trasparire l’umanità e non relegarla fuori dal lavoro).

Potremmo vedere il nuovo leader come qualcuno che è al servizio del gruppo, della famiglia, della comunità.

Ciò che limita il nostro potenziale e le nostre capacità di leadership sono i condizionamenti.

Ci hanno fatto credere che la vulnerabilità è debolezza, che la dolcezza è da femminucce, che la compassione non ci fa essere razionali e ci porta a cattive decisioni, che le emozioni sono infantili che se mostriamo caratteristiche femminili come pazienza, vulnerabilità, apertura, empatia siamo deboli.

Per liberare la propria leadership occorre quindi lavorare su di sé, imparare a conoscersi, a gestire le proprie emozioni, a sviluppare empatia, compassione, passione, pazienza, resilienza (cioè la capacità del corpo e della mente di riguadagnare l’equilibrio e la serenità dopo essere caduti a terra). 

Occorre essere congruenti e camminare noi per primi il sentiero che chiediamo agli altri. Occorre avere l’umiltà di guidare con l’esempio.

Elena Baronchelli