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In Cina e Corea del Sud, a Taiwan e Hong Kong ben il 93% delle aziende si dichiara pronta alla data del 1° luglio prossimo, data in cui entrerà in vigore la normativa RoHS

I dati rilevati da Assodel sulla produzione di componenti elettronici RoHS compliant nel Far east asiatico lasciano di stucco. A quanto pare nella Cina continentale, a Taiwan, a Hong Kong e in Corea del Sud, ben il 93% delle aziende si dichiara pronta alla fatidica data del 1° luglio prossimo, data in cui entrerà in vigore la normativa RoHS (Restriction on Hazardous Substances). Non solo, ma il 51% delle società si dichiara già conforme a tale normativa. Tali informazioni lasciano spazio a diverse considerazioni, anche visti i dati rilevati all’interno del nostro paese, in cui oltre il 77% delle aziende operanti nella produzione elettronica si dicono non conformi alla normativa e il 25% di queste ritengono di non riuscire a rispettare i termini della normativa.
La relazione sul settore elettronico asiatico rivela inoltre che i fornitori hanno tutta l’intenzione di aumentare i loro prezzi verso i clienti, proprio per equilibrare quelli da loro stessi sostenuti per conformarsi alle normative. Il 35% delle aziende aumenterà i prezzi di meno del 5%, il 23% prevede un aumento variabile dal 5 al 10% mentre il 6% dei fornitori ha in previsione una crescita dei propri prezzi di più del 10%.
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Redazione
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