L’American Electronic Association europea, costola della più grande associazione del settore hi-tech statunitense, ha vagliato alcune azioni da intraprendere per ridurre le emissioni di anidride carbonica e lo spreco di risorse energet
Sulla base di questi obiettivi è stato predisposto un documento, ‘Advanced Electronics and Information Technologies: The Innovation-Led Climate Change’, che prevede che le aziende hi-tech riducano i consumi energetici del 20% entro il 2020.
Stando ai dati elaborati da Etno (European Telecommunications Network Operators Association) e dal Wwf sarebbe possibile una riduzione di 25milioni di CO2 entro il 2010, se i viaggi d’affari nei Paesi della Ue venissero sostituiti con attività di videoconferenza. Se il 10% dei lavoratori dell’Ue lavorassero part-time o in veste di “telecommuters” altre 22 milioni di tonnellate di anidride carbonica verrebbero risparmiate ogni anno. L’Ict, inoltre, potrebbe aiutare a ridurre del 20% le emissioni annuali di diossido di carbonio (circa 260 milioni di tonnellate) nel settore delle costruzioni, se venissero adottati i Bems, Building Energy Management Systems.
Tre sono le raccomandazioni che l’AeA ha predisposto, per sensibilizzare i responsabili dell’Action Plan for Energy Efficiency in seno alla Ue. Da una parte definire una strategia collettiva per promuovere i benefici che le tecnologie Ict e i device elettronici di nuova generazione possono generare, dall’altra incoraggiare il settore pubblico ad adottare risorse Ict e tecnologie avanzate che favoriscano l’efficienza energetica. Ultimo, il supporto e la promozione di attività di ricerca volti allo sviluppo di tecnologie in grado di ridurre i consumi di energia.