Il Martire
Premuroso e gentile, con un vago sorriso sulle labbra, il martire è sempre disponibile ad aiutare, a sacrificarsi per amore del prossimo. Salvo poi, nel caso di un pseudo-martire, fargliela pagare con sottili segnali che incoraggiano il senso di colpa.
Lo status di martire deriva dal fatto di sostenere un’ideologia che parte dal presupposto che il mondo sia una valle di lacrime e il dolore sia la realtà della vita. Il martire si sacrifica per risparmiare agli altri la sofferenza, caricandosene tutto il peso sulle proprie spalle.
La vita è per lui donazione e sacrificio. Considera estremamente importanti i rapporti interpersonali che consentono di superare il rischio della solitudine e rifiuta l’egoismo in ogni sua forma.
Estremamente protettivo nei confronti del capo, disposto a lavorare fino a orari impossibili, attento più al benessere altrui che al proprio, anche in termini di carriera. Il genere risulta quasi estinto.
In azienda
Il suo scopo è realizzare un mondo migliore e per questo ideale vorrebbe essere presente ovunque qualcuno abbia bisogno. Lavora duramente per compiacere gli altri, nella speranza che questo impegno venga un giorno riconosciuto.
Tende all’ideale del mondo armonico per tutti, senza conflittualità. È un ottimo capo, insegnante che si dà da fare affinché ogni allievo scopra il proprio talento e lo sviluppi. Aiuta i collaboratori a crescere in un clima disteso e coinvolgente; tiene conto delle esigenze di chi lavora con lui, attento anche al suo essere persona e non solo al suo rendimento.
Tutto questo sacrificarsi può nascondere un alibi per non assumersi responsabilità. In questo caso parliamo dello pseudo martire, che mentre fa mostra di immolarsi sull’altare del volere altrui, soggioga, aspettandosi eterna gratitudine.
Il sano e positivo agire del martire vero nasce invece dall’aver sviluppato in sé una profonda consapevolezza delle proprie capacità, degli obiettivi e dei confini, di ciò che si dona con piacere.
L’interesse per la crescita degli altri è fatto anche di “no” ben articolati, corredati del rispetto e della libertà di sbagliare da soli. Evitando di sostituirsi all’altro è possibile consentirgli di imparare attraverso sfide e problemi.
Suggerimenti a due vie
Consigli per un martire convinto: chiedere al soggetto prescelto di cosa ha bisogno, se è gradito un aiuto e in che misura. Restando a disposizione per ulteriori eventuali richieste, ma che siano saltuarie e concordate, e perciò veramente apprezzate.
Consigli per uno pseudo martire: i ringraziamenti sollecitati non hanno valore. Se si decide di fare un regalo, deve essere per il piacere del dono, non per ciò che si riceve in cambio.