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Trasmettere energia

L’Entusiasmo” è una parola poco conosciuta nell’ambiente aziendale, il cui linguaggio è sempre stato fin troppo serio. L’etica del lavoro ha di suo un’accezione triste, compresa di gravità, così com’è di solito affiancata a parole pesanti come il ferro: dovere, disciplina, autorità, rigore.
I sistemi di valutazione dello stile di leadership chiedono che il dirigente coinvolga i collaboratori con l’entusiasmo che gli compete. Niente di troppo esuberante. Il comportamento in sé suggerisce di portare nella situazione di lavoro energia e intensità emotiva, trasmettendo agli altri il proprio fervore, coinvolgendo e motivando.

Un sorriso pieno di moscerini

Dice una vecchia freddura: “il motociclista felice è quello che ha molti moscerini sui denti”. Il vero entusiasta vuole che chi lavora con lui sia contento di sé e del proprio operato, lo trasmette con energia e intensità, diventando contagioso e sollecitando gli altri a esprimere liberamente le proprie emozioni.
Se l’espressione di entusiasmo diventa esagerata, si perde credibilità, si rischia di far sentire gli altri a disagio e si rendono ancora più confuse situazioni già difficili.

Se espresso senza tensione, l’entusiasmo diventa il vantaggio competitivo dell’azienda che sa affrontare i momenti avversi con dinamismo e atteggiamento costruttivo.

Il leader appassionato affronta con ironia la depressione dei pessimisti e la cecità dei distruttivi, gioisce dei risultati positivi, ma non giustifica quelli mancati. A patto che l’entusiasmo non gli permetta di accettare obiettivi troppo ambiziosi.
La preziosità dell’entusiasmo è dovuta alla rarità con cui di solito viene esercitato. Chi lo pratica dimostra forza e positività: è una persona contenta, si stanca meno, realizza di più con meno energie, agisce volentieri e ha impatto sugli altri.

Qual’è il segreto?

Il segreto consiste nel fatto che l’entusiasmo è uno stato d’animo, non un’emozione; cioè una situazione razionale che si costruisce mentalmente e in cui ci si introduce con la propria volontà. L’emozione, invece, è istintuale e irrazionale, viene riconosciuta quando ormai è evidente ed è difficile da riprodurre.

Entusiasti quindi lo si diventa consapevolmente. Come? Esercitando volutamente alcuni comportamenti.
L’entusiasta mantiene il senso della realtà: accetta le cose per come sono. È concreto, pratico e utilizza gli eventi come fondamenta per costruirci sopra.
L’entusiasta è positivo: si adatta all’evidenza cogliendone le opportunità, realizza azioni costruttive e migliorative e agisce nel presente, realizzando i propri obiettivi con quello che ha, e senza rimandare ciò che può fare ora.
L’entusiasta ricerca e pratica il principio del “fare ciò che piace”: libera il suo istinto e non si nega l’allegria, la passione, la gioia.
Grazie a questi atteggiamenti non solo si produce una grande energia, un vortice virtuoso e positivo, ma cresce anche la condivisione, nasce la squadra. L’entusiasta, infatti, è per natura generoso e rende partecipi gli altri senza cercare il tornaconto.

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Redazione
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