È convocato per oggi, 15 marzo, il tavolo tra Governo e operatori del settore per definire i contenuti dei provvedimenti che attueranno il decreto rinnovabili.
Il Ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo e quello dell’agricoltura Giancarlo Galan incontreranno oggi i principali rappresentanti del settore bancario, delle aziende operanti nel settore delle rinnovabili, dei gestori di rete e delle associazioni dei consumatori.
Obiettivo dell’incontro chiedere al Governo di salvare gli investimenti avviati sulla base del precedente quadro di incentivazione e di modificare il decreto per evitare di danneggiare uno dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi. In sostanza le imprese temono che il decreto, allo stato attuale (e nonostante l’eliminazione dalla normativa del tetto di 8.000 MW inizialmente previsto per l’assegnazione degli incentivi del Conto Energia) si riveli più come uno strumento per sanzionare presunti sviluppi speculativi del settore, piuttosto che come un mezzo per incentivare la crescita del comparto.
Il Governo ha già ribadito che il Dlgs non comporterà alcun blocco degli investimenti: chi ha già stanziato dei capitali, secondo il Ministero dello Sviluppo economico, è in grado di rispettare la scadenza di entrata in esercizio al 31 maggio e rientrerà come stabilito negli incentivi previsti dal terzo Conto Energia. Allo stesso modo – sostiene il Governo – chi ha intenzione di investire avrà, con il decreto ministeriale di prossima emanazione, un quadro preciso di quote, parametri e livelli di incentivazione per un piano industriale dall’orizzonte finalmente ampio e non più limitato a uno o due anni.