Un’installazione multisensoriale nel centro di Milano fatta di luci, suoni e impressioni ha fatto rivivere ai visitatori la magia del bosco sacro che un tempo sorgeva nella città
Nel mese di aprile, durante la settimana del design, passeggiando per le vie silenziose del centro di Milano ho sentito il canto di un cardellino e ho scoperto che proprio dietro il Duomo era sorto un bosco incantato, in San Fedele, dove la solitaria statua del Manzoni era circondata da alberi,
nebbia e colori.
In occasione del 50° anniversario del Salone del mobile, per volontà del Cosmit e con il patrocinio del Comune di Milano, è stata realizzata l’installazione temporanea particolarmente affascinante: Cuorebosco, ideata dall’architetto Attilio Stocchi. Un narratore di eccezione, Alessandro Manzoni, introduce i visitatori allo spettacolo di suoni e colori ripercorrendo la storia di quei luoghi a lui tanto amati.
L’area racchiusa tra la Scala e Piazza San Fedele, infatti, è il cuore più antico di Milano; in questa zona centinaia di anni fa, su un piccolo colle, sorgeva un bosco dedicato dagli antichi Celti alla venerazione dei propri defunti. Il nucleo ancestrale può essere contrapposto a un più moderno centro di sviluppo urbano di origine romana che coincide con l’attuale zona intorno alla Pinacoteca ambrosiana, centro commerciale, amministrativo e giudiziario della città.
Un’installazione poli-sensoriale
Come nei tempi antichi, in Piazza S. Fedele, è stato ricreato un bosco, i cui alberi stilizzati, sono rappresentati da ottanta pali in acciaio dipinti di viola di altezza variabile da 8 a 12 metri e cavi all’interno. La metà di questi tubi è forata per far fuoriuscire la nebbia che, opportunamente illuminata, crea le fronde degli alberi. Alberi di nebbia avvolgono, ma esaltano, il canto degli uccelli. Ogni uccello ha il suo albero, sul quale è scritto il suo nome scientifico, ed è connesso idealmente a un altro e a un altro ancora da una ragnatela spaziale che rende noto il dialogo tra animali, sottolineato da una segnaletica
a terra.
Al centro del bosco si apre una radura a forma di elisse collegata simbolicamente agli alberi, dove ottanta spettatori, posizionati su altrettanti cerchi numerati, assistono alla rappresentazione.
La magia della luce
La magia della luce che cambia è stata ottenuta accostando l’utilizzo di tecnologia tradizionale a quella LED: l’effetto prevalente è ottenuto nascondendo nella base circolare di ogni ‘albero’ importante una coppia di corpi illuminanti LED rgb-white , alloggiati all’interno di fori chiusi da un vetro di protezione appositamente realizzati.
In questo modo, proiettando dal basso luce cangiante per intensità e colore, si ottiene l’effetto desiderato: la luce viene diffusa dalla nebbia artificiale e assume una dimensione spaziale altrimenti impossibile. I proiettori alloggiati all’interno di ogni base sono colours 412 di Evolight LED RGB – White.
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