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Il progetto riguarda l’installazione di centrali a energia solare su superfici inabitabili nell’area desertica a Sud del Mediterraneo

L’installazione di centrali a energia solare su meno dello 0,5% delle superfici inabitabili del Sahara, del Sahel e del Medio Oriente – secondo calcoli del Centro tedesco di ricerca aerospaziale – genererebbe elettricità e acqua potabile in quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno di tutta quell’area e dell’Unione Europea. Purtroppo, la differenza che corre tra la realtà e ciò che potrebbe essere è di circa 400 miliardi di euro. Una cifra rilevante ma meno di un terzo rispetto a quanto l’Europa lo scorso anno ha messo a disposizione del sistema finanziario in pochi mesi per salvarlo. Comunque i lavori sono iniziati. Il progetto Desertec, questo il suo nome, prevede di disseminare di pannelli solari la sponda Sud del Mediterraneo, fino alla Scandinavia , attraverso una rete di migliaia di chilometri. In prima fila ci sono aziende tedesche come Siemens, Rwe (utility) e produttori di pannelli solari come Man Solar Millenium e Schott Solar.

Le chance dell’Italia sono affidate alla Archimede Solar Energy del gruppo Angelantoni di Massa Martana (Todi) che produce pannelli con raccolta tramite sistemi termodinamici con tecnologia sviluppata da Carlo Rubbia, in grado di funzionare anche di notte.
Redazione
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