Un momento decisivo
Sono un manager amministrativo con parecchi anni di esperienza. La mia funzione è stata trasferita all’estero presso la Casa Madre, che desidera tenere direttamente sotto controllo le faccende finanziarie della filiale, ma desidera avere un esperto locale.
Mi hanno offerto il trasferimento in Francia, oppure di accettare un ruolo locale di prestigio e di contenuto ovviamente inferiori.
Sembra un momento drammatico della propria vita professionale, e invece può diventare la molla per un grande e positivo cambiamento professionale.
Decidere da soli, e raggiungere il traguardo prefissato, è difficile. Quale sarà la decisione giusta? Accettare il trasferimento altrove insieme alla funzione appena trasferita? Oppure considerare uno spostamento scivolato nella stessa azienda? Perché non proporsi alla concorrenza? O a un mercato diverso? Il dubbio rende la decisione alternata e complessa.
Da una parte l’animo umano predilige l’abitudine, quindi il fatto di conoscere a fondo il proprio mercato, i colleghi e i concorrenti, l’ambiente di lavoro e le situazioni da risolvere fa si che il cambiamento in divenire sia guardato con sospetto, se non con vera angoscia.
Dall’altra parte, esiste, forse un po’ nascosto o sopito, il gusto dell’avventura che rende la vita effervescente.
Quale sarà la decisione giusta?
Le antenne di cui siamo dotati (non si vedono perché risiedono nel nostro cervello) devono essere sempre vigili e all’erta, sempre pronte a recepire ciò che vortica intorno al nostro mondo protetto, in modo di guidare il cambiamento, più che farcene travolgere.
Il segreto che permette di pilotare il proprio destino, al di là della necessaria fortuna e degli avvenimenti casuali, risiede nella predisposizione curiosa a sviscerare le alternative con obiettività e analisi ad ampio raggio.
Cosa significa accettare il trasferimento? Esistono degli impedimenti di genere logistico (come figli, mogli/mariti con attività professionali soddisfacenti, ignoranza della nuova lingua)?
Quindi il saggio suggeritore invita a scandagliarsi con sincerità, interpretare gli attivi e i passivi della propria conoscenza, identificare le inevitabili lacune, stabilire i target a breve e a lungo termine, muoversi con tenacia verso la decisione più vicina ai nostri desideri e infine toccare la meta con la soddisfazione di aver fatto emergere la propria leadership e di aver acquisito un metodo analitico e decisionale utile per sempre.
Un passo alla volta dunque, verso la decisione che appare più consona ai voleri nostri e di chi ci vive accanto, accogliendo il cambiamento con curiosa e positiva attitudine.