Dall’individuo alla comunità: il tempo del networking
La tribù è la prima forma di aggregazione sociale, tipica delle società primitive: essere parte di una tribù era necessario per la sopravvivenza fisica. Successivamente, nel periodo preindustriale, la tribù evolve e si trasforma in comunità: territorialità con forte senso di appartenenza, anche religioso, e condivisione di finalità.
La comunità, ribattezzata tribù, ha un’accezione positiva: è un posto accogliente e confortevole dove troviamo persone che ci assomigliano con cui scambiare conoscenze in libertà
Posseggo, dunque sono
Nella società post moderna, mentre le aziende ricercano economie di scala rivolte all’abbattimento dei costi, proponendo prodotti uguali per tutti e sollecitando la creazione di oggetti del desiderio di massa, il consumatore si omologa.
Il benessere crescente attenua le differenze sociali, ma solo per poco: l’evidenza mostra frammentazioni e forti differenze nella distribuzione del reddito e, quindi, dei consumi. Al contempo, resta energico il rimpianto della comunità: anche la pubblicità dipinge un “mulino bianco” che incita al ritorno alla genuinità, alla natura, alla semplicità.
Ecco che quindi arriviamo ai giorni nostri in cui ognuno, in quanto individuo tendente all’egoismo, cerca di accedere alla comunità che meglio gli appartiene, non più per diritto di nascita ma per volontà di scelta.
Aggregazioni e microgruppi
Oggi, nuove forme di aggregazione nascono e si sviluppano ovunque, senza ostacoli logistici o di classe, avviate e mantenute in vita dalla motivazione dei singoli. Miriadi di microgruppi cementati dal desiderio di stare insieme, comunità di emozioni sostenute dal bisogno umano di sentirsi parte di un gruppo.
Un reticolo sociale intrecciato che vede prevalere la relazione interpersonale, che esorcizza la solitudine dell’individuo globale.
La comunità (tribù) ha accezione positiva: è un posto, seppure virtuale, accogliente e confortevole; lì siamo al sicuro, ci troviamo tra persone che ci assomigliano e che rileviamo come nostre pari, è un luogo in cui scambiare conoscenze in libertà, o ricercare risposte senza timore di essere travisati.
I microgruppi a cui decidiamo di appartenere si caratterizzano per interessi ed emozioni vissute in comune. Ne nascono praticamente ovunque, nel cyberspazio e anche nella realtà, e hanno in comune le relazioni personali.
Tribes: we need you to lead us
Dal classico di Seth Godin sulle tribù, ecco alcune tattiche per costruire e mantenere attiva una comunità tribale:
- Condividi storie e racconti: costruisce e rafforza il legame
- Festeggia i risultati: premiare gli obiettivi raggiunti crea orgoglio condiviso
- Predica come razzoli: le persone seguono i leader coerenti
- Definisci gli obiettivi, stabilisci sempre traguardi raggiungibili
- Inventa dei rituali: un motto condiviso, un segno di appartenenza
- Guida con passione: dimostra ai partecipanti che il leader è lì per sua scelta
- Ascolta con attenzione per sapere di cosa hanno bisogno le tribù per svilupparsi
- Presenta i membri della tribù agli altri: alimentare la connessione tra le persone eviterà la chiusura del gruppo
- Crea un senso di esclusività
- Sii autentico senza atteggiarti o voler apparire
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