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Sono circa duemila i telefoni cellulari venduti ogni minuto nel mondo, una cifra imponente, che lascia trapelare le numerose problematiche ti fattore ecologico ad essa correlate

La normativa relativa allo smaltimento dei RAEE prevede, come per altre apparecchiature elettriche ed elettroniche esauste, il ritiro del dispositivo dismesso in cambio di uno nuovo dello stesso tipo al momento dell’acquisto.

Detto questo rimangono scoperte alcune aree, come ad esempio l’offerta di telefoni cellulari insieme alla sottoscrizione di un nuovo contratto, che la maggior parte degli operatori telefonici propone. Non si tratta di vendita di cellulari bensì di vendita di contratti, quindi non risulta essere obbligatorio il ritiro di un eventuale dispositivo dismesso (Fonte: Il Corriere della Sera).

Vediamo alcuni dati che servono per dimensionare il problema: in Italia ci sono 45 milioni di utenti che cambiano il cellulare in media ogni 23 mesi. Solo con questa considerazione possiamo renderci conto dell’enormità di RAEE conseguenti, senza contare le batterie e i caricabatteria di scorta o di ricambio.

L’emergenza raggiunge dimensioni drammatiche se si considera che nel 2006 nel mondo sono stati venduti 960 milioni di apparecchi: duemila al minuto.

Ora, se consideriamo che il contenuto in termini di sostanze tossiche di un vecchio cellulare o gsm in cadmio potrebbe essere sufficiente ad avvelenare mezzo milione di tonnellate d’acqua, l’entità del problema diventa evidente. Attenzione quindi a sottovalutare la potenziale pericolosità di un vecchio cellulare dimenticato in qualche cassetto di casa…

Redazione
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