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Stando alle rilevazioni di Greenpeace, l’illuminazione è responsabile di circa l’8,9% dei consumi totali di energia primaria nel mondo e causa l’emissione in atmosfera di circa 1900 milioni di tonnellate di CO2.

Secondo i dati del Centro di Ricerca della Commissione Europea (JRC), mentre i settori del commercio e dell’industria europea registrano una discreta efficienza nell’illuminazione, con valori pari a 50 e 80 lm/watt, il settore residenziale risulta invece quello con la più bassa quota di efficienza, stimata attorno a 20 lumen per Watt. Ciò è dovuto alle scelte dei piccoli consumatori, che preferiscono acquistare prodotti a basso costo e altamente inefficienti, come le tradizionali lampade a incandescenza e le lampade alogene.

A parità di illuminazione, invece, le LFC (lampade fluorescenti compatte) permetterebbero di abbattere i consumi elettrici e le emissioni di gas serra dell’80% rispetto alle incandescenti. Infatti, considerando solamente il settore residenziale in Italia, il potenziale risparmio ottenibile con misure di efficienza energetica nel campo dell’illuminazione, è di oltre 45TWH per il 2020.

Ancora oggi la diffusione di lampadine ad alta efficienza in Europa è estremamente bassa, soprattutto nel settore residenziale, e i dati del JRC indicano che la media europea dell’indice di diffusione di lampadine LFC è di poco superiore al 13%.

Di fatto, però, alcuni Paesi, come Uk e Francia hanno bandito l’utilizzo delle lampade incandescenti a partire dal 2010 e anche in Italia ci si sta muovendo in questa direzione.

Redazione
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