Il piano della Commissione europea per implementare efficienza energetica e produzione da fonti rinnovabili
La Commissione Europea ha annunciato i dettagli del piano ’20-20-20′: aumentare entro il 2020 del 20% l’efficienza energetica e la produzione da fonti rinnovabili. Josè Manuel Barroso, presidente della commissione, ha promesso che questo progetto creerà un milione di posti di lavoro.
In mancanza di statistiche ufficiali, la situazione in Germania potrebbe confermare che queste previsioni così ottimistiche possono realmente avverarsi. Infatti, in questo Paese, unico ad aver pianificato la crescita del settore, lo sviluppo delle fonti alternative ha già portato alla nascita di oltre 200 mila posti di lavoro.
In Italia, invece, come afferma il professore del Dipartimento di Ingegneria Elettrica presso l’Università degli Studi di Padova, Arturo Lorenzoni, sembra più difficile prevedere l’evoluzione in questo settore, in quanto ‘manca un’anagrafe generale dell’industria delle rinnovabili, che non viene considerata una categoria a sé’.
Queste allora le previsioni per l’Italia: l’espansione maggiore si dovrebbe avere nel solare fotovoltaico, i cui impiegati, nel 2020, dovrebbero arrivare a 113mila, secondo il Gifi, gruppo imprese fotovoltaiche italiane; al secondo posto, secondo l’Anev, viene l’eolico, che nel 2020 dovrebbe occupare 66mila persone; anche il risparmio energetico promette simili valori.
In tutto il Paese, infatti, stanno sorgendo produzioni e servizi legati alle fonti rinnovabili, soprattutto in Veneto e in Lombardia, ma anche nelle Marche, con la Merloni Termo Sanitari in primo piano, e in Puglia, dove sorge lo stabilimento italiano della Vestas