I dati dell’Osservatorio Subfornitura offrono una fotografia interessante sulle dinamiche di mercato che modificano questo settore.
I dati forniti dall’Osservatorio Subfornitura sul 2007
Stando alle rilevazioni effettuate, è innanzitutto emerso che il 53,3% delle aziende di subfornitura italiana risentono di alcuni cambiamenti strutturali e si vedono costretti a intraprendere nuove iniziative e investimenti per adeguarsi al mercato e restare competitivi.
In particolare, i fenomeni con cui i subfornitori devono confrontarsi sono:
- la continua evoluzione tecnologica;
- la modifica della domanda da parte dei clienti, sempre più esigenti quanto a personalizzazione, flessibilità e volumi di prodotti, livello tecnologico e qualitativo dell’offerta;
- l’avanzata di nuovi competitor dell’Est Europa o di paesi asiatici.
La percezione di questi cambiamenti viene sentita soprattutto da aziende con un numero di addetti superiore a 50 e da imprese che hanno già avviato un processo di internazionalizzazione.
Per contro, le imprese più piccole, specie quelle fino a nove addetti, vivono di domanda localizzata e non sono particolarmente preoccupati da quanto accade al di fuori del proprio territorio. Le piccole imprese, infatti, devono il 72% dei loro ordini a committenti localizzati nella propria regione, per un ulteriore 21% di imprese situate in altre regioni italiane.
Per quanto riguarda invece i principali mercati esteri interessati ad attivare rapporti con subfornitori italiani, ai vertici della lista troviamo Germania (39%) e Francia (35%).
Parlando infine dei settori di sbocco delle imprese italiane di subfornitura, è interessante mettere in evidenza come le aziende che trovano sbocco nelle attività di tipo elettronico ed elettromeccanico, soprattutto nei settori del bianco e dell’automazione industriale, siano numerose.
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