Il presidente di Assoraee esprime le idee sull’inquadramento giuridico di questi rifiuti
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Gabriele Canè, presidente di Assoraee, esprime le proprie perplessità sulle carenze del decreto legislativo 151, che riguardano in particolare l’inquadramento giuridico dei Raee. Per esempio non è chiaro di chi siano i rifiuti stoccati in un’isola ecologica, se siano di proprietà dei Consorzi o dei Comuni che li hanno raccolti. “Perchè se la legge stabilisse che sono dei Comuni – spiega Canè – questi rifiuti potrebbero essere offerti a chi è in grado di remunerarli, se invece la proprietà fosse dei Consorzi si aprirebbe uno scenario completamente da valutare”.
Assoraee riflette anche sugli sforzi necessari per raggiungere il target europeo dei quattro kg procapite. Occorre espandere e intensificare le raccolte dei Raee, cercando così di sottrarre all’ambiente una mole notevole di rifiuti e di inquinanti, ma anche una quantità importante di metalli, come ferro e alluminio e rame e anche metalli preziosi che attualmente vanno persi e che invece si possono recuperare e avviare al riciclaggio. Bisognerebbe anche registrare un notevole flusso di Raee che, in modo fraudolento, vengono avviati verso i Paesi del Terzo Mondo, come la Cina e alcuni stati africani.
La legge, come sottolinea Assoraee, non chiarisce neanche la natura giuridica dei Consorzi, i quali avendo stabilito l’ammontare della cifra pagata dai consumatori, decidono di soldi ‘pubblici’, ma in questo momento si dichiarano soggetti di diritto privato che devono rendere conto unicamente ai loro soci.
‘La legge dovrebbe dire una volta per tutte – conclude Canè – se sia legittimo che un consorzio privato che rende unicamente conto ai suoi soci, copra l’80% del mercato, che quindi, un monopolista di fatto e di diritto, non debba rendere conto in termini trasparenti, ad esempio, di come assegnerà i contratti’.