Il primo rapporto di Assoambiente sull’export illegale extraeuropeo di rifiuti
Cresce a ritmo sostenuto l’esportazione dei rifiuti speciali (da attività produttive) inviati all’estero: nel 2005 sono state esportate dall’Italia 1,9 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (+60% rispetto alle 1.144 mila tonnellate del 2002).
Nello stesso anno l’Italia ne ha importati circa 1,4 milioni di tonnellate (nel 2002 erano 890mila).
Il trasporto di questi rifiuti, in entrata e uscita dai confini nazionali, riguarda complessivamente il 3% dei rifiuti speciali gestiti nel 2005 (il 2,7% dei rifiuti non pericolosi e circa il 10% di quelli pericolosi).
Negli ultimi anni le esportazioni dei rifiuti speciali sono cresciute soprattutto grazie all’aumento dei flussi di ‘pericolosi’, passati dalle 116mila tonnellate del 2002 a circa 573mila tonnellate nel 2005 (+350%): si tratta, in particolare, di rifiuti prodotti da trattamento meccanico, fluff, ceneri/scorie e apparecchiature fuori uso.
A livello territoriale, il 60% dei rifiuti esportati parte dal Nord, il 6% dal Centro e il 32% dal Sud.
In particolare, anche per aspetti connessi all’industrializzazione, la Lombardia è la regione che raggiunge i più alti livelli di esportazione dei rifiuti speciali (32% del totale) e i più alti livelli di importazione (919mila tonnellate su un totale italiano di 1,4 milioni di tonnellate).
Sono queste le principali tendenze emerse nel corso della presentazione del primo Rapporto su ‘Il movimento transfrontaliero dei rifiuti’, presentato a Roma da FISE Assoambiente, l’Associazione che in Confindustria rappresenta le aziende che operano in campo ambientale.