Greenpeace denuncia le irregolarità riscontrate nei centri di raccolta italiani
Un’indagine di Greenpeace sulla raccolta dei rifiuti elettronici denuncia le irregolarità riscontrate in questa fase di gestione dei RAEE in Italia.
Oltre il 40% dei centri di raccolta visitati da Greenpeace non rispetta assolutamente i requisiti di legge. Un altro 40% circa ha avuto una valutazione mediocre.
Solo il 20% ha ottenuto un giudizio positivo e fra questi tre centri su otto schedati in Lombardia, tre aree di raccolta su sei della Toscana, due su cinque in Sardegna, uno su dodici in Sicilia e un CdR su otto in Campania.
Se un cittadino volesse solo smaltire ad esempio un PC rotto (senza acquistarne uno nuovo) lo dovrebbe consegnare al centro di raccolta comunale o privato. Ma questo non sempre è possibile. I centri sono difficili da raggiungere, o addirittura inesistenti, molti sono stati trovati abbandonati, o in condizioni di gestione pessima, tali da mettere a rischio il territorio che li ospita.
Sul prossimo numero di Ecofocus, l’Informativa ambientale nell’ambito dei rifiuti elettrici ed elettronici, saranno disponibili gli approfondimenti sull’argomento.
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