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Stretta sull’uso di sostanze pericolose (come cadmio e mercurio), innalza i target di raccolta differenziata e riciclaggio di quelle esauste

I produttori di pile e accumulatori dovranno rispettare la disciplina sulla commercializzazione di pile e accumulatori non conformi ai nuovi parametri e di quelli a fine vita: nuova etichetta (bidone della spazzatura barrato con una croce) e avvio del sistema trattamento e riciclaggio del prodotto ormai diventato rifiuto.

La responsabilità della raccolta e del recupero delle pile, batterie e accumulatori è estesa anche a chi le produce, le importa e le distribuisce.
La normativa predispone una stretta sull’uso di sostanze pericolose (come cadmio e mercurio), innalza i target di raccolta differenziata e riciclaggio di quelle esauste.

I nuovi consorzi (oltre il Cobat) dovranno iscriversi a un Centro di coordinamento per poter assolvere alle diverse funzioni e accedere all’ecocontributo. Quindi dovrebbero fare capo a un unico sistema, ma al momento non c’è un unico centro riconosciuto.

La normativa, inoltre, prevede di raggiungere il 25% di raccolta delle pile entro i prossimi tre anni, per diventare il 45% nel 2016.

Sul prossimo numero di Ecofocus sarà disponibile un aggiornamento sul tema. Per richiedere il numero scrivere a c.malla@tecnoimprese.it oppure telefonare al numero 02/210 111 230

Redazione
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