Secondo iSuppli, nonostante la crescita nel mercato globale LCD di grandi dimensioni degli ultimi anni, i fornitori dei pannelli stanno lottando per mantenere la propria redditività, tagliando i costi di materiali e componenti
Considerando il periodo compreso tra Q4 2008 e Q2 2009, i fornitori hanno registrato notevoli perdite sulle vendite di pannelli LCD utilizzati nei televisori, nei notebook e nei monitor. Le rilevazioni di iSuppli riportano un dato particolarmente negativo nel Q3 2009, quando i fornitori hanno subito una perdita media del 31% per i 32 pollici High-Definition (HD) e del 29% per i pannelli per notebook da 15,4 pollici.
Uno dei fattori principali di queste perdite è legato all’approvvigionamento di componenti e materiali, che possono arrivare a rappresentare circa il 75% dei costi totali di un pannello. Molti componenti del pannello – come il vetro e i filtri di colore – hanno subito degli aumenti di prezzo per via delle difficoltà di approvvigionamento verificatosi negli ultimi trimestri. Per tenere i costi sotto controllo, molti produttori di pannelli stanno internalizzando la produzione di alcuni dispositivi, in particolare i LED per la retroilluminazione dei monitor.
Anche i produttori di televisori si stanno adoperando per acquistare solo la cella, senza retroilluminazione, per poi sviluppare una loro tipologia personalizzata, impegnandosi anche in partnership con altri produttori e assemblatori.
I costi fissi rappresentano dal 15 al 25% del costo totale del pannello, a seconda della dimensione del mercato e dei tassi di ammortamento. Nel 2010, i tre principali fornitori di schermi per notebook – Samsung, LG Display e AUO – otterranno un vantaggio di costo rispetto ai loro concorrenti. In questo modo sarà difficile per altri fornitori di pannelli competere nel mercato. Allo stesso modo, LG e Samsung, che sono principalmente dedicate alla produzione di pannelli TV, avranno le spese completamente ammortizzate entro quest’anno, abbassando i prezzi sul mercato ed espandendo la propria market share.