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Da semplice spia luminosa a sorgente di luce negli apparecchi d’illuminazione

Ormai non è più una novità, i LED, o diodi a emissione di luce, stanno sicuramente rivoluzionando il mondo dell’illuminazione generale, conferendo ad esso un nuovo modo di pensare la luce. I primi LED venivano costruiti negli anni ’60 e venivano impiegati come indicatori nei circuiti elettronici, nei display a sette segmenti, negli optoisolatori e soprattutto come spie luminose sui dispositivi per indicarne lo stato.

In questi ultimi anni, il sostanziale sviluppo di questa tecnologia ne ha permesso l’utilizzo anche come sorgente luminosa in sostituzione di quelle tradizionali, non solo in ambito domestico o professionale, ma anche nell’ambito dell’illuminazione di strade, ponti, edifici o qualsiasi altra opera architettonica.

Se i LED stanno riscuotendo un enorme successo nell’illuminotecnica e sono sempre più richiesti dai costruttori di apparecchi di illuminazione, è soprattutto grazie ai molti vantaggi derivanti dal loro impiego. Una delle caratteristiche più significative di questa tecnologia è sicuramente l’elevata efficienza luminosa, ossia il rapporto tra il flusso luminoso e la potenza in ingresso (lumen/watt), maggiore rispetto alle lampade ad incandescenza e del tutto competitiva con le lampade a fluorescenza.

Decisamente non meno importanti sono inoltre altri vantaggi di carattere generale, come la lunga durata (più di 50.000 ore), i costi di manutenzione ridotti, l’accensione istantanea e la variazione di luminosità senza variazione di colore in tutto lo spettro, l’emissione di luce colorata senza la necessità di adoperare filtri, e soprattutto priva sia di calore che di radiazioni UV e infrarosse.

Inoltre le dimensioni ridotte e la loro flessibilità rendono questi dispositivi assolutamente appetibili per le esigenze di designer e architetti, fornendo loro una maggiore libertà nella realizzazione di ambienti e situazione dove la luce diventa parte integrante del progetto.

Ma qualsiasi apparecchio, per quanto possa essere vantaggioso e efficiente, deve prima di tutto essere sicuro e non rivelarsi pericoloso per l’utente.

Ecco perché con l’avanzare di questa tecnologia, i vari enti normativi internazionali e europei, hanno elaborato una serie di norme specifiche idonee alla caratterizzazione non solo dal punto di vista della sicurezza elettrica, ma anche di quella legata all’emissione ottica.

Ed è in questo ambito che IMQ pone la sua attenzione, offrendo all’utente finale, la garanzia di acquistare un prodotto sicuro in tutte le sue parti.

Il quadro normativo di riferimento è tuttora in continua evoluzione, di seguito vengono elencate le principali norme già pubblicate dal CENELEC.

EN 60598-1(apparecchi di illuminazione ) + relative sezioni particolari

EN 62031: 2008 – LED modules for general lighting – Safety specifications.

Rientrano nello scopo di questa norma i moduli LED:

  • senza alimentatore integrato da utilizzare a tensione, corrente o potenza costante;
  • con alimentatore integrato per alimentazione in continua fino a 250 V e in alternata fino a 1.000 V a 50 Hz o 60 Hz.

Con modulo LED si intende un’unità fornita come sorgente di illuminazione. Oltre ad uno o più LED, il modulo può contenere anche altri componenti di tipo ottico, meccanico, elettrico e elettronico, ma sempre escludendo l’alimentatore.

EN 61347-2-13: 2006 – Particular requirements for D.C. or A.C. supplied electronic controlgear for LED modules (Safety specifications)

EN 62384: 2006 – D.C. or A.C. supplied electronic control gear for LED modules (Performance requirements)

Queste norme specificano i requisiti di sicurezza e prestazionali degli alimentatori elettronici per i moduli LED per alimentazione in continua fino a 250 V e in alternata fino a 1.000 V a 50 Hz o 60 Hz.

EN 62471: 2008 – Photobiological safety of lamps and lamp systems.

La nuova edizione della norma EN 60825 (valutazione della sicurezza dei prodotti laser) esclude i LED per l’illuminazione dal proprio scopo; questi vennero inseriti in quello della norma IEC 62471. La ratifica a livello europeo, è avvenuta a settembre 2008 e sono state introdotte alcune modifiche rispetto alla edizione IEC e questo per tener conto anche della Direttiva Europea n. 25 del 5 Aprile 2006, dove alcuni dei limiti riportati erano in contrasto appunto con quelli della norma IEC.

La norma specifica le grandezze radiometriche da misurare per valutare i rischi per la pelle e per l’occhio umano, che possono derivare da un’eccessiva esposizione agli apparecchi illuminanti che emettono radiazioni con una lunghezza d’onda nel range da 200 nm a 3000 nm (laser esclusi)

COME SCEGLIERE UN PRODOTTO SICURO? Attenzione a marchi e marcature

Il marchio ENEC E’ un marchio che garantisce la conformità alle norme europee, applicabili alla tecnologia dei LED e consente in un mercato in rapida evoluzione, di avere un elemento in più di distinzione. Il marchio ENEC diviene un requisito privilegiato in termini di garanzia sulla conformità con i requisiti di sicurezza e qualità .

Il marchio ENEC03 garantisce anche sull’affidabilità dell’azienda produttrice in quanto è un marchio rilasciato solo a società con sistema qualità conforme alle norme ISO 9001.

E infine, aspetto da non sottovalutare, è un marchio che offre investimenti ottimali poiché con un costo limitato permette di ottenere un marchio sovrannazionale riconosciuto in tutti i paesi industrializzati.

Redazione
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