Il mercato dell’elettronica europeo soffre, ma guarda avanti

Come sta il mercato dell’elettronica e la distribuzione elettronica europea? Stando agli ultimo dati rilasciati da IDEA (Federazione internazionale delle associazione di distribuzione elettronica), che ogni 3 mesi tasta il polso al mercato raccogliendo i dati di 9 Paesi (Italia, Germania, Austria, Svizzera, Francia, UK, Svezia, Norvegia, Finlandia), la situazione non è al momento delle migliori.

Non che questo sia una sorpresa… ormai da tre trimestri l’indice book-to-bill, che misura il rapporto tra fatturato e ordinato, è sceso sotto l’unità (0,93 in Q1, 0,88 in Q2 e 0,87 in Q3).

Ma continua a essere difficile valutare quanta parte dell’attuale rallentamento del mercato dei semiconduttori e dell’elettronica industriale sia legato a un aggiustamento delle scorte e quanto invece sia motivato da una domanda debole che potrebbe protrarsi anche nel 2020. Settori come l’automotive stanno chiaramente continuando a ridurre la domanda e i dati di immatricolazione ne sono una evidenza. Le prospettive per l’ultimo trimestre del 2019 e per la prima metà del 2020 sono pertanto di un calo del mercato europeo.

Difficile in generale fare una previsione che possa andare oltre la metà del prossimo anno… ma per fortuna ci sono settori – come il power o l’IoT (Internet delle cose) – che restano dinamici e che offrono prospettive interessanti.

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Una visione economica globale

Il World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale, pubblicato a fine ottobre 2019, ci offre una lettura complessiva di quanto sta accadendo nel mondo a livello macroeconomico.

“Nell’ultimo anno, la crescita globale è fortemente diminuita. Tra le economie avanzate, l’indebolimento ha coinvolto un po’ tutti, interessando le principali economie (gli Stati Uniti e in particolare l’area dell’euro) e le economie avanzate asiatiche. Il rallentamento dell’attività è stata più pronunciata nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo, tra cui Brasile, Cina, India, Messico e Russia, nonché in alcune economie che soffrono di stress macroeconomico e finanziario.”

L’indebolimento della dinamica di crescita negli ultimi 12 mesi è stato legato a un calo della produzione industriale, guidato da fattori multipli e correlati.

– Mercato automotive in calo

Una forte flessione della produzione e delle vendite di automobili, che ha visto gli acquisti globali di veicoli in calo del 3%. Il crollo dell’industria automobilistica riflette sia le interruzioni dell’offerta che gli influssi della domanda. Ad esempio il calo della domanda dopo il termine degli incentivi fiscali in Cina. O l’adeguamento delle linee di produzione per auto che hanno dovuto conformarsi alle nuove norme sulle emissioni di CO2 nell’area UE (in particolare Germania) e in Cina. Infine, anche un atteggiamento di attesa da parte dei consumatori verso una tecnologia che continua a evolvere velocemente (pensiamo alle auto elettriche) e a standard di emissione in continuo mutamento, nonché all’evoluzione delle opzioni di trasporto e condivisione dei veicoli (car sharing).

– Tensioni commerciali e Trade War

Un livello di fiducia debole delle imprese nei confronti delle tensioni tra Stati Uniti e Cina su commercio e tecnologia (Trade War). Poiché la portata delle tariffe statunitensi e le ritorsioni da parte dei partner commerciali si sono ampliate, il costo di alcuni passaggi intermedi così come l’incertezza sulle future relazioni commerciali sono aumentate. Le aziende manifatturiere sono diventate più caute sulla spesa a lungo termine e hanno frenato gli acquisti di attrezzature e macchinari. Questa tendenza è più evidente nel commercio e nelle economie esposte a catena del valore globale dell’Asia orientale. In Germania e in Giappone, la produzione industriale è calata rispetto a un anno fa, mentre la sua crescita è rallentata considerevolmente in Cina e nel Regno Unito e, in una certa misura, negli Stati Uniti. Un calo legato soprattutto alla produzione di beni strumentali.

– Calo della domanda in Cina

• Un rallentamento della domanda in Cina, guidato dagli sforzi normativi necessari per frenare il debito e aggravato dalle conseguenze macroeconomiche dell’aumento delle tensioni commerciali.

“Con il rallentamento della produzione industriale, la crescita commerciale si è quasi arrestata. Nella prima metà del 2019, il volume del commercio globale è stato solo dell’1% superiore al suo valore un anno fa, il ritmo di crescita più lento per un periodo di sei mesi dal 2012.”

World Economic Outlook 2019

La crescita della Cina è scesa nel terzo trimestre al suo livello più basso in quasi tre decenni, mentre la seconda economia più grande del mondo continua a sentire il dolore della guerra commerciale con gli Stati Uniti. Il prodotto interno lordo della Cina è cresciuto solo del 6% nel terzo trimestre del 2019, il tasso di crescita trimestrale più debole dal 1992.

L’economia giapponese è cresciuta dello 0,1% su base trimestrale mancando le aspettative di un’espansione dello 0,2-0,4%. Le esportazioni di beni e servizi sono diminuite dello 0,7%, mentre le importazioni sono aumentate dello 0,2%. Su base annuale, l’economia è cresciuta dello 0,2% nel terzo trimestre.

Se l’ordinato del mercato della elettronica crolla… cosa dobbiamo aspettarci?

Guardando i dati delle statistiche europee sui componenti elettronici del terzo trimestre del 2019, possiamo vedere:

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Trend del mercato dell’elettronica inEuropa – dati IDEA

1. Calo del mercato dell’elettronica in tutti i Paesi a eccezione della Francia

Secondo IDEA, in tutti i Paesi, a eccezione della Francia, si è registrato un calo del fatturato (vendite) nel terzo trimestre del 2019 rispetto al terzo trimestre del 2018, il che significa che per l’Europa nel suo insieme il mercato è diminuito del -7,5%. La Francia è cresciuta del 10,4% ma il calo maggiore è stato in Italia con un calo del -13,3%. Il più grande mercato europeo, la Germania, è diminuito del -9,7%.

I dati mostrano che gli ordini nel terzo trimestre del 2019 sono stati complessivamente inferiori del -25% rispetto al terzo trimestre del 2018, e del -19,6% risetto al secondo trimestre.

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Andamento dell’ordinato per il mercato dell’elettronica europeo – dati IDEA

2. Crollo degli ordini

L’ordinato complessivo del mercato delle’elttronica è stato inferiore del 18,7% nei primi nove mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018. Il più grande calo degli ordini rispetto allo scorso trimestre è stato in Austria e il più piccolo è stato in Francia con un -5,3%.

La visione di DMASS sul mercato

Secondo DMASS – Distributors’ and Manufacturers’ Association of Semiconductor Specialists – le vendite europee di semiconduttori per il mercato della distribuzione calerà, nel 2019, nell’ordine di un -8,9% che si allinea a quanto dichiarato da IDEA.

“Il rallentamento degli ordinativi dei clienti nel corso dell’anno si è ora concretizzato in un calo delle entrate. Un aspetto che non ci ha sorpreso. Nel mercato c’è più prudenza e scetticismo del necessario, poiché riteniamo che le opportunità per la tecnologia siano ancora grandi. Prevediamo che il mercato tornerà nel 2020 grazie ad altre innovazioni disruptive con maggiori opportunità per la distribuzione.”

Georg Steinberger, chairman di DMASS

Componenti e mercato dell’elettronica: un’analisi per famiglia di prodotto

Come ogni trimestre, IDEA monitora le tendenze di ordinato e fatturato del mercato della componentistica elettronica per tipologia di prodotto e per mercato regionale.

Il mercato dei Semiconduttori in Europa

L’indice book-to-bill per il settore dei semiconduttori è rimasto, come per il mercato totale dei componenti elettronici, inferiore a 1 da inizio anno. In Q3 il livello è addirittura sceso a 0,86. Questo netto rallentamento nel mercato dei semiconduttori in Europa è coerente con quello che gli esperti e gli analisti prevedono e registrano per il mercato globale.

Il fatturato nel terzo trimestre 2019 ha registrato un calo del -6,3 rispetto al secondo trimestre del 2019 e del -8,2% su base annuale. Il risultato è simile in tutti i Paesi; il calo più marcato è stato in Italia con un -14,2%.

Passivi e interconnessione: dati europei

Il settore dei passivi, dopo 9 trimestri consecutive di buoni risultati, da metà 2019 ha riportato un calo con un indice book-to-bill  tra lo 0,86 e lo 0,85.

Complessivamente, le vendite sono calate del -8,2% rispetto al trimester precedente de del -8,5% rispetto a un anno fa. Qualche regione, come Francia e Germania, ha riportato un segno positivo, ma che è poi stato trascinato verso il basso dale pessime performance di Italia, UK e Paesi nordici.

Il settore E-Mech e altri componenti

L’andamento del settore è leggermente diverso da quello delle altre due categorie di prodotti. L’indice più stabile e al di sopra dell’unità denota che in questa categoria di prodotti ci sono famiglie che stanno soffrendo meno.

Nel terzo trimestre del 2019 si è registrato un calo del -5,1% del fatturato a livello totale. L’ordinato è diminuito complessivamente del -5,2% rispetto al secondo trimestre del 2019 e del -15,4% rispetto al terzo trimestre 2018.

Laura Baronchelli